Come dormire bene
Data Pubblicazione: 22/05/2023
Data modifica: 05/06/2023
Come dormire bene: 8 consigli infallibili per notti tranquille dai nostri farmacisti
Dormire bene è un desiderio condiviso da tutti noi. Non c’è niente di meglio che una buona notte di sonno, così si dice, no? E in effetti è proprio vero: il sonno è un bisogno fondamentale che, se non viene soddisfatto, può portare a importanti conseguenze, a partire dall’ansia fino all’aumento di peso e causare poi patologie a queste correlate.
Scopriamo insieme come agisce il sonno sul nostro corpo e come poter fare per dormire bene o, almeno, meglio.
Sonno e riposo: conosciamoli per imparare a dormire bene
Il sonno è un bisogno fondamentale per il nostro corpo, tanto da agire su memoria, concentrazione e addirittura il sistema immunitario: è importante tanto quanto mangiare o bere, per capirci.
Durante il sonno, infatti, si attivano dei meccanismi del nostro organismo che durante le ore di veglia non avvengono, come:
- La riduzione del ritmo cardiaco e della pressione sanguigna
- L’abbassamento della temperatura del corpo
- L’aumento la produzione dell’ormone della crescita, necessario per la moltiplicazione cellulare e per “riparare” in sostanza le cellule del nostro corpo
- L’eliminazione delle sostanze di scarto generate dalle cellule durante il giorno
Tutto questo, oltre a stimolare il buon umore, attivare memoria e concentrazione, serve per preservare il giusto ritmo del corpo durante il giorno, fondamentale per il rilascio degli ormoni che regolano le nostre attività biologiche.
È interessante sapere che il sonno muta nelle diverse fasi della vita di ognuno di noi, per prendere coscienza dei cambiamenti e comportarsi nel modo migliore: da neonati, ad esempio, si dorme per circa 16-18 ore al giorno. Con l’età adulta progressivamente il riposo corretto si accorcia fino le 7-8 ore; questo bisogno rimane costante anche da anziani – contrariamente a quanto si pensa – ciò che cambia è che il sonno diventa più frammentato.
Infatti, gli anziani fanno generalmente brevi pisolini durante la giornata, mentre la notte hanno spesso difficoltà ad addormentarsi o soffrono numerosi risvegli.
Se riflettiamo sul fatto che il sonno di buona qualità è fondamentale per mantenere un buon funzionamento dell’attività cerebrale, capiamo che con l’aumentare dell’età e la perdita progressiva delle funzioni cognitive, diventa ancora più importante.
Cattivo sonno e ansia: due problemi che generano un circolo negativo
Chi fatica ad addormentarsi lo avrà imparato a proprie spese: un sonno di cattiva qualità è correlato all’ansia, e viceversa. Spesso, infatti, i pensieri e le fatiche del giorno sono la causa dei disturbi del sonno, ma altrettante volte sono proprio i disturbi del sonno a generare ansia.
Oltre all’ansia, all’insonnia e all’affaticamento che si prova durante la giornata, col tempo possono insorgere problematiche via via più impattanti sulla nostra qualità della vita, come il russamento, la sindrome delle apnee ostruttive o la sindrome delle gambe senza riposo.
I consigli per un buon sonno: 8 step per dormire bene
Per migliorare il sonno e quindi svegliarti riposato e pronto per una nuova giornata di lavoro o studio, ci sono alcune buone pratiche che ti possiamo suggerire. Bisogna però sapere che bisogna agire su due fronti: sia la qualità che la quantità del sonno sono infatti due fattori ugualmente importanti.
- Imposta una routine: andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora è un primo comportamento da adottare molto utile per aiutare il nostro corpo a “prendere il ritmo”
- La sera cercare di mangiare più leggero rispetto agli altri pasti. Questo non vuol dire, però, eliminare la pasta perché – al contrario della vulgata – questa favorisce l’addormentamento
- Non fare sport la sera, ma nemmeno farne a meno. L’ideale è svolgere attività fisica la mattina appena sveglio oppure durante il giorno per evitare che l’adrenalina ti tenga sveglio anche una volta a letto
- Non utilizzare apparecchi elettronici poco prima di dormire. Una buona regola sarebbe smettere di guardare gli schermi almeno mezz’ora- un’ora prima di dormire
- Non bere caffè, the o altre bibite che contengono caffeina, dato che questa sostanza ha funzione stimolante
- Attenzione ai periodi di stress: questo causa una maggiore produzione di cortisolo, un ormone che regola anche i meccanismi di addormentamento e di mantenimento del sonno e che quindi, se sbilanciato, incide sulla cattiva qualità del riposo
- Non sottovalutare l’impatto del partner. Se dormi con qualcuno che ha ritmi del sonno diversi dai tuoi oppure si agita spesso o ancora russa, potresti dormire male anche per questi motivi: ecco allora che trovare la soluzione giusta per l’altra persona potrà rappresentare la chiave anche per il tuo sonno
- Prova a utilizzare gli integratori a base di melatonina: la melatonina, infatti, è una sostanza che viene già naturalmente prodotta dal nostro corpo, un ormone prodotto principalmente dall'epifisi, una piccola ghiandola presente nel cervello.
Questo ormone è tra i fattori che influiscono direttamente sul sonno perché viene prodotta durante la notte quando avanza il buio (ecco perché suggeriamo niente schermi prima di dormire!): per questi motivi è uno dei componenti principali di molti integratori studiati per ridurre il tempo di addormentamento e lievi disturbi del sonno non patologici, ad esempio quelli legati al jet leg o al lavoro su turni.
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